RACCONTAMI SULLE NOTE DI...

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willoworld

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Scrivi una storia sulle note di una canzone. Accendi lo stereo, oppure il tuo lettore mp3, seleziona una canzone, e scrivi. Chiudi la storia prima della fine della canzone. Ricordati di aggiungere il nome della canzone e dell'autore alla fine del racconto.
willoworld

Re: RACCONTAMI SULLE NOTE DI...

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L’ANOMALIA DELL’ECOMOSTRO

Come può esserci un mondo per domani, in questa notte buia, più buia delle altre. Anche la luna non  mi dice il vero. Falsa è la sua luce, riflessa dal vetro della finestra di camera mia. Vorrebbe convincermi che tutto va come dovrebbe andare. Una romantica ubriacona, ecco cos’è…
La musica continua ad abbattersi su questa assurda realtà, quasi non riesco a sopportarla. Bastarda! Bastarda!
Eppure continuo ad andare avanti, io sveglio domani alle cinque e trentacinque, una giornata a mangiare polvere di cemento, sotto il sole impietoso. Maledetti…. Una trappola, ecco che cos’è…
E allora luna, la fai da puttana anche stasera, oppure mi stai ad ascoltare? Si, ho da dirti una cosa orribile. Sto per fare qualcosa di terribile, contro ogni aspettativa, contro ogni possibilità. Sto per compiere una pazzia. Ma ormai non m’importa più niente.
Basta una spinta giusta, una vite tronca, un minimo errore, e tutto crolla. L’intero palazzo, l’intero sogno, l’intero fottuto disegno!

Ascoltando “No World For Tomorrow” dei Coheed and Cambria.
willoworld

Re: RACCONTAMI SULLE NOTE DI...

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PAPA’ E’ A POSTO

Ho poche parole da dirti. Te le sussurrerò piano, perché possano rimanere nel tuo cuore, anche quando io non sarò più qui.
No, non piangere per me, per le cazzate che ho fatto, per come sono diventato. Io non sono diventato un bel niente. Ho semplicemente scelto di essere come sono. E può non piacere al mondo, può non piacere anche a te, ma è così. E non me ne vergogno.
Avrei potuto studiare, fare carriera, diventare una persona importante, fare soldi. E probabilmente non mi sarei mai piaciuto come mi piaccio adesso.
Allora piccolo, non piangere se il tuo papà sta male. Tuo papà è a posto, credimi.
Ha solo bisogno che tu gli allunghi quella bottiglia…


Ascoltando “Alcholic” degli Starsailors
willoworld

Re: RACCONTAMI SULLE NOTE DI...

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In reply to this post by willoworld
LA PAROLA FINE

Cazzo, dio, ho meno di cinque minuti per dirti quanto ti odio. Ma forse bastano, anzi, forse sono anche troppi. Perché te l’ho già fatto capire, no?
Lei, si sempre lei. Perché, c’è qualcosa di strano? Innamorato, stupido innamorato… No, non è solo questo.
È una lama che penetra lentamente, è un coltello arrugginito che si insinua nei miei intestini.
Ancora quel dannato telefono. Ancora la voce di lei che piange, che stride, che ride, che finge. Ed io che continuo a risponderle, credendo che le importi per davvero. No, non gliene importa più niente di me, non gliene è mai importato un cazzo. Lo fa solo per sentirsi meglio, la troia!!!!
Lasciami perdere. Lasciami stare. Ho solo bisogno di un altro goccio per finire questa serata, così potrò prendermela ancora un po’ con dio, quello stronzo. Sputerò parolacce e mi lascerò felicemente dilaniare da queste note. Le solite note…
Addio, stronza!!!!!
Addio.
Sono io che riaggancio, questa volta. Sono io che scrivo la parola fine, in fondo a questa storia.
Addio.

Sulle note di “The Church and the Dime” dei The Dear Hunter
willoworld

Re: RACCONTAMI SULLE NOTE DI...

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AGADEZ

Agadez. Che cazzo significa?
La follia… ecco cosa significa. Sprofondare nel divano potrebbe essere una buona idea. Quando hai in circolo la roba giusta non ti rimane altro da fare…
Agadez, chi diavolo sei? Un dio? Un altro maledetto dio?
Non ce la faccio. Davvero non ce la faccio. Potrei raccontarvi di oggi pomeriggio. Il tempo di mietere un altro momento. L’incontro che non posso rivelarvi. Ho ucciso? Ho detto? Ho fatto? Agadez mi sta confondendo. È dentro di me. Sì, solamente adesso riesco a capire, ma è già troppo tardi. Scivola via la storia e non so ancora come finirà, non so neanche se c’è una storia. Agadez mi appartiene. Mi agguanta, chiede, urla, mi piega alla sua volontà.
Succede sempre così.
Succede sempre così!!
Dammi un’altra possibilità.
Gira ancora una volta la ruota.
Ma che stai facendo?
No
Noooooooooooooooooooooooo!

Ascoltando Agadez dei Mars Volta
willoworld

Re: RACCONTAMI SULLE NOTE DI...

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APPUNTAMENTO NEL DESERTO


Occhi grigi, pelle lattea. Che diavolo sono?
Non bisogna fidarsi del deserto. Ti manda in paranoia. E poi la doppia tequila era più che doppia. Forse mi sono bevuto il cervello.
Eppure li vedo, se ne stanno immobili a una ventina di passi di distanza, tra le rocce e i cactus del cazzo. Sottili come filamenti, nudi come vermi, bianchi come il formaggino mio. Che cosa sono?
Lei mi ha dato appuntamento qua fuori. Chissà per quale motivo sono stato ad ascoltarla… Ma lei è fatta così. Apre la bocca ed io divento un automa. Ormai sono secoli che questa storia va avanti…
La tequila della bettola. Perché ho accettato il secondo giro? E adesso ci sono questi dannati omuncoli che mi guardano. Il deserto è proprio uno schifo. Troppo sole. Troppo caldo.
- Che cazzo volete? – urlo. Ma loro mi guardano con quell’aria ebete. Rimangono ai loro posti, a dondolarsi nel vento che non c’è.
- Dov’è Linda? La conoscete? Vi ha detto lei di venire qui? -
Non fanno una piega. Stronzi. Quanto li avrà pagati…
Vi dico una cosa, prima che il sole esploda in questo deserto di merda. Non innamoratevi più. Le donne conoscono gente strana. Se ne combini una delle tue puoi stare tranquillo che prima o poi arriva la tua ora.
Eccoli, si stanno movendo tutti insieme. Oh mio dio, fa che facciano in fretta. Occhi grigi, pelle lattea. Silenti come pesci, mi circondano, si fanno ancora più vicini, cinque, quattro, tre passi. Allungano le braccia.
Maledetta troia!


Ascoltando “No twilight within the court of the sun”
di Steven Wilson